
Présentation
Creato nel 1992, il giardino del Museo degli impressionismi Giverny pullula di colori e di oltre 22.000 fiori piantati. Chi lo percorre, da solo o con i familiari, lontano dall’atmosfera cittadina e rumorosa, lo scopre pian piano, ammirando un sottile gioco di intrecci di parterre fioriti, celati da piccole siepi. Questo giardino è il risultato di una proficua collaborazione tra l’architetto del museo Philippe Robert e il paesaggista Mark Rudkin, che hanno saputo immaginare un giardino in stile francese molto originale, che parte da un affascinante stagno e si snoda in un vasto prato fiorito.
Colori, ambienti e paesaggi: un giardino incantevole
Situato a pochi metri dalla casa e dai giardini di Monet, il giardino del museo se ne discosta per l’aspetto strutturato e contemporaneo. Da un viale centrale si snodano differenti sezioni monocromatiche (rosa, giallo, blu, nero e bianco) o tematiche (roseti, piante aromatiche). Le siepi sono composte da cedri verde smeraldo e faggi, mentre i cespugli sono caratterizzati da un’alternanza di piante semestrali e annuali che promettono una fioritura totale da aprile a ottobre.
Man mano che passeggia e in base alle stagioni, il visitatore scopre ambienti differenti. Animato dal mormorio dell’acqua dello stagno, il giardino bianco, ricco di tulipani e gigli, offre un’atmosfera rilassante e invita il visitatore a godersi un piacevole momento di pausa. Succedendo a uno spazio ricco di piante aromatiche e di roseti, il giardino nero, adornato da piante di sambuco, sorprende per la sua originalità. La passeggiata prosegue poi con la successione di tre colori primari. All’intimità dei parterre blu caratterizzati dagli agerati, si contrappongono i colori caldi e luminosi dei cespugli gialli, grazie alle begonie o alle dalie. Il giardino rosa, ricco di bocche di leone o garofani dei poeti, unisce toni delicati ma vivaci e porta il visitatore ai piedi di un ampio versante di Giverny.
Un prato tanto caro a Claude Monet
Là, si apre un paesaggio molto rilassante dove è possibile ammirare un magnifico prato fiorito di papaveri e altre piante messicole, da maggio a giugno, grazie a un sottile gioco di vialetti erbosi. A partire da agosto, sono i mucchi di fieno, altro soggetto prediletto dai pittori impressionismi, a catturare lo sguardo di chi passeggia da queste parti. Da laggiù è possibile ammirare l’armonia del museo con il paesaggio così particolare di Giverny.
Quando il giardino si intreccia con il museo
Lo scopo dell’architetto Philippe Robert era creare un edificio imponente rendendolo il più discreto possibile. La vegetazione rigogliosa serve proprio a mimetizzare, mentre la pendenza del terreno permette all’edificio di celarsi fino a diventare quasi invisibile. Dall’esterno è raro intravedere muri o finestre, e quando il visitatore entra nell’edificio, il suo stupore conferma il successo dell’opera architettonica.
Un lavoro ambientale quotidiano
Durante tutto l’anno, i giardinieri del museo curano e gestiscono i 2,5 ettari di terreno, tutelando l’ambiente. Da 20 anni, i prodotti chimici sono vietati e si è stabilito un equilibrio naturale nell’intero giardino. Se ogni tanto compaiono qua e là alcuni parassiti, la loro proliferazione non è mai dannosa per il giardino, anzi, permette di attirare i predatori naturali. Vengono risparmiate dai diserbanti manuali anche le piante spontanee, davvero molto rare, favorendo quindi l’arrivo di insetti impollinatori e autoctoni. Nei dintorni, zone volontariamente trascurate, che possono essere piene di mucchi di pietre o legno inutilizzato, permettono di accogliere una fauna sempre più ricca.
Il museo si impegna costantemente per la biodiversità accogliendo nuovi ospiti: le api. Nel mese di aprile 2023, tre alveari di bottinatrici dell’Eure sono stati installati nel prato. Hanno già iniziato il loro lavoro di impollinazione tra gli alberi da frutto e le piante messicole del giardino del museo.

Per favorire l’economia locale, il museo si avvale del know-how di un apicoltore dell’Eure: Sébastien Loison. È lui ad affiancare l’istituzione nel monitoraggio degli alveari e nella raccolta del miele, che sarà poi messo in vendita nella boutique.
Per i visitatori del museo, grandi e piccini, vengono organizzati regolarmente workshop tenuti da Sébastien Loison, per sensibilizzare tutti sul ruolo dell’ape nel nostro ecosistema. L’accesso agli alveari è consentito solo in queste occasioni, in conformità alle norme di insediamento, per garantire la sicurezza dei nostri visitatori e la tranquillità delle api.
Assistenza e riconoscimento dello stato
Una convenzione con il Conservatoire d’Espaces Naturels de Normandie Seine assicura una gestione sostenibile ed ecologica del versante che si trova al di sopra del museo. L’organizzazione invia una o due volte all’anno un gregge di pecore che diserba in maniera ecologica questo terreno molto ripido.
Da settembre 2006, il giardino del Museo degli impressionismi Giverny ha ottenuto il marchio “Jardin Remarquable” (Giardino di notevole interesse) in cui è possibile distinguere più di 400 parchi e giardini, pubblici o privati, che mostrano la grande ricchezza dei giardini della Francia.
Dal 2020, il giardino è entrato a far parte della rete dei Refuges LPO (Ligue pour la Protection des Oiseaux, Lega per la protezione degli uccelli) e si impegna a tutelare e accogliere la biodiversità locale.
Nelle immagini
Arte contemporanea
Un dialogo tra l’arte contemporanea e il giardino del museo
Fils d’eau di Giuseppe Penone
Grazie al generoso prestito della collezione Claudine e Jean-Marc Salomon, un’importante opera di Giuseppe Penone arricchisce la collezione del Museo degli impressionismi Giverny. Posizionata all’ingresso dell’edifico, di fronte a un pero centenario, Fils d’eau (Linee d’acqua) (1998) permette di accennare un nuovo dialogo tra l’arte contemporanea e il giardino del museo tramite un’importante rappresentazione dell’artista italiano.

- Giuseppe Penone (né en 1947)
- Fils d’eau (détail), 1998.
- Bronze, 410 x 320 x 350 cm. Collection Claudine et Jean-Marc Salomon, France, en dépôt au musée des impressionnismes Giverny, 2020, MDIG D 2020.3.1
- © Collection Claudine et Jean-Marc Salomon, France / photo : Aurélien Papa © Paris, ADAGP, 2021
Penone, vicino all’arte povera degli anni ‘60, è un artista semplice che si interroga sul rapporto dell’uomo con il suo ambiente. Scolpisce la materia prima, in particolare i tronchi degli alberi, e li unisce a calchi di bronzo dove l’arte si confonde con la vita. Fils d’eau può essere interpretata anche come un’allegoria del ciclo della natura, soprattutto per l’acqua che gocciola e che scorre dal ramo, tessendo un legame con una quercia viva che si avvolge sulla superficie cava del bronzo. Con questa maestosa scultura, il museo porta avanti la volontà di invitare artisti contemporanei e stimola il pubblico sul processo creativo.
Edera di Eva Jospin
Nel 2021, il Museo degli impressionismi Giverny ha commissionato due opere all’artista Eva Jospin, collocate nel giardino: Edera e Bois des nymphes (Il bosco delle ninfe). Edera, un arco in bronzo dove rami di edera in ottone si intrecciano con rami di glicine, adorna l’ingresso del museo: quest’opera si inserisce nella continuità dell’architettura dell’edificio e invita il visitatore ad addentrarsi nel giardino. Famosa artista plastica, Eva Jospin gioca con le illusioni e la fusione tra architettura e natura. Dopo l’installazione di Fils d’eau di Giuseppe Penone, l’irruzione dell’arte contemporanea nel giardino ricorda a che punto la creatività si nutre di una visione personale della natura. L’opera Edera di Eva Jospin è parte della collezione del museo da maggio 2021.
Bois des nymphes di Eva Jospin
Dopo Edera, installata all’ingresso del museo a maggio 2021, il museo ha commissionato una seconda opera all’artista Eva Jospin: Bois des nymphes (Il bosco delle ninfe). Quest’opera monumentale, di 3,50 metri di altezza, si fonde nella siepe del pergolato del giardino, in prossimità del prato del museo. Appassionata di XVIII secolo e con un grande interesse per l’Antichità, l’artista plastica Eva Jospin (nata nel 1975) ha immaginato un’area boschiva e misteriosa, in fondo alla prospettiva del giardino. Da alcuni anni, l’artista scolpisce il cartone per creare incantevoli spazi naturali, architetture vegetali e installazioni che ricordano la foresta. In prossimità della collina e dei suoi meli, questo bosco sacro reinventa l’antico mito delle ninfe che danzano nelle foreste nascoste. In prossimità della collina e dei suoi meli, questo bosco sacro reinventa l’antico mito delle ninfe che danzano nelle foreste nascoste.
In video
Visita il giardino del museo degli impressionismi





